Coronavirus: domande e risposte principali

Coronavirus

Coronavirus: domande e risposte principali

4 marzo 2020 upsa-agvs.ch – Il coronavirus si sta diffondendo anche in Svizzera. Non c’è motivo di farsi prendere dal panico, ma è richiesta una maggiore attenzione anche nelle aziende del settore dell’auto. Una scheda informativa dell’UPSA fornisce risposte alle domande più urgenti sull’infezione Covid-19.
 

Domande e risposte generali

Se il coronavirus continua a diffondersi, io, come collaboratore, devo comunque presentarmi al lavoro anche se mi occupo dell’accoglienza clienti presso il garage e ogni giorno vengo a stretto contatto con molte persone, rischiando così il contagio?
Non è possibile rispondere a questa domanda in generale, poiché dipende dalla situazione di minaccia concreta sul singolo posto di lavoro e, in base alle circostanze, anche dallo stato di salute del collaboratore.

Temo di essere stato contagiato dal coronavirus. Cosa devo fare?
Secondo le direttive dell’Ufficio federale della sanità pubblica, in caso di comparsa dei sintomi occorre evitare i luoghi pubblici e contattare immediatamente un medico o una struttura sanitaria, come ad esempio un ospedale, inizialmente solo per telefono. I sintomi includono disturbi respiratori, tosse e febbre.

Quali misure di protezione può adottare il datore di lavoro? Per esempio, può proibire di stringere la mano o concedere al collaboratore il telelavoro a domicilio?
Sulla base del diritto di impartire istruzioni e dell’obbligo di tutela, in una situazione così eccezionale il datore di lavoro ha il diritto e l’obbligo di adottare le misure necessarie per proteggere i colleghi e i clienti. Questo include anche misure igieniche, come evitare di stringere la mano. Anche il telelavoro a domicilio è ammesso. Non sono invece consentite ferie forzate a breve termine o il trasferimento a una stazione di quarantena.

Qui sono disponibili importanti informazioni utili per le aziende.

Come collaboratore devo segnalare i sintomi influenzali al mio superiore?
Questo è un caso limite. In linea di principio, i collaboratori non sono obbligati a rivelare sintomi e diagnosi. In una situazione di pandemia acuta, tuttavia, si può certamente affermare che i collaboratori debbano fornire informazioni se si recano al lavoro nonostante i sintomi, mettendo così a rischio altre persone.

Posso vietare ai miei collaboratori di partecipare a grandi eventi, come concerti o manifestazioni sportive?
Assolutamente no. Il diritto dei datori di lavoro di impartire istruzioni si estende alle attività ricreative private solo in rarissimi casi. Pertanto, anche un licenziamento per questo motivo di norma non è ammissibile.

È possibile per un’impresa assicurarsi contro questo tipo di perdite?
La maggior parte degli assicuratori prevede la cosiddetta assicurazione epidemie, specifica per i casi di quarantena aziendale. Questa assicurazione offre alle imprese una protezione contro le perdite finanziarie derivanti da misure imposte dalle autorità, come le chiusure aziendali, la quarantena o il divieto di attività. In questo momento, tuttavia, stipulare un’assicurazione può risultare piuttosto difficile.
 

Domande sul pagamento continuato del salario in dettaglio

Il pagamento del salario è dovuto nei seguenti casi (elenco non esaustivo):

  • Il collaboratore si ammala di coronavirus o di qualsiasi altra malattia durante le ferie e non è quindi in grado di viaggiare.
  • Per la cura in casa di un figlio affetto da coronavirus, fino a tre giorni per caso di malattia (art. 36 LL).
  • In via precauzionale, il garage rimanda il collaboratore a casa o chiude l’attività.
  • Il garage si rifiuta di adottare misure di protezione e di applicare norme igieniche. Di conseguenza, il dipendente si rifiuta di lavorare.
  • Le scuole e gli asili vengono chiusi dalle autorità e un figlio deve essere accudito.
  • Il garage viene chiuso per ordine delle autorità o per difficoltà nelle consegne.

Il pagamento del salario non è dovuto nei seguenti casi (elenco non esaustivo): 
  • Il collaboratore non può rientrare dalle ferie perché l’autorità competente del luogo in cui si trova non permette la partenza o chiude la frontiera (forza maggiore).
  • Il collaboratore è una persona ansiosa e si rifiuta di lavorare per paura di un contagio (rifiuto di lavorare).
  • Il collaboratore non può recarsi al lavoro perché il trasporto pubblico è ridotto o interrotto (utilizzare altri mezzi di trasporto).
  • Per paura di un contagio, un figlio viene accudito a casa e non da terzi.
  • Non solo il singolo collaboratore, ma l’intero domicilio di quest’ultimo è messo in quarantena.
 
 

Informazioni su fiere o altri eventi

Posso tenere la mia esposizione primaverile programmata?
Il divieto di eventi con più di 1000 persone si applica almeno fino al 15 marzo 2020, ma la Confederazione può prevedere una proroga. In linea di principio, a livello federale sono ancora possibili eventi con meno di 1000 persone. In questo caso, tuttavia, fanno fede i regolamenti cantonali. Ogni azienda deve informarsi presso l’autorità cantonale competente e rispettare le relative disposizioni.

Chi paga in caso di cancellazione di esposizioni primaverili o di altri eventi?
La legge sulle epidemie non prevede un indennizzo per gli organizzatori interessati dal divieto di eventi. Per gli affittuari dei singoli stand fieristici fa fede il contratto individuale. In generale, tali contratti sono stipulati a favore dell’organizzatore e di solito si cerca di escludere i rischi di costo per quest’ultimo.
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